Play 2026

Si chiude questo LOPLAY 2026 molto più soft degli altri, sia perché io sono mezzo acciaccato ed è un miracolo essere riuscito a venire, sia perché quest’anno Anna aveva con sé un’espansione che dovrebbe essere pronta per fine agosto.

“Solo” 16 giochi provati, tanti da Cranio, ho praticamente fatto la casetta lì, considerando pure che ho dovuto disdire 2 ulteriori prenotazioni.
Solo due giochi mi sono risultati osceni e, per tutti, nel posizionamento finale pesa la possibilità che io possa rigiocare al titolo e quanto sia valido per il suo target.

🔴:
Fame & Fable: Provato in una temeraria incursione nel padiglione 18, allo stand Raven. È in assoluto la cosa più ingiocabile provata a LOPLAY. Direi che il 120-150% del gioco dipenda dalla fortuna. È come se il FROSINONE CULONE progettasse un gioco e riuscisse a vincere la Champions League, senza i soldi del Varese in Pc Calcio 7.
Esteticamente bellissimo, si tratta di collezionare alleati che, una volta utilizzati per attaccare i mostri, si esauriscono fino al successivo ripristino. Ci potrebbe essere un minimo di strategia, se non fosse che spesso, troppo spesso, esce roba a caso, che ti uccide alleati a caso, che è immune ad attacchi a caso, ma esattamente al tipo di attacco che stavi progettando (spada, arco, magia) e magari ha 20 energia, quando sei al secondo turno di gioco e il display mostra nemici con valori tra 2 e 5. Ci rigiocherei? Ma neanche se mi pagano, a differenza di…

Raas: A dance of love: secondo ed ultimo dei bocciati, a differenza di Fame & Fable almeno una seconda partita potrei farla, per poterne parlare peggio e con maggior cognizione di causa. Impatto visivo fortissimo, con una plancia che sicuramente incuriosisce e affascina. Per il resto, basti pensare che i due autori hanno immaginato che i giocatori possano pescare due pezzi A CASO, in un sacchetto TRASPARENTE. The essential is invisible at occhis, ma the random components no.
Il gioco si svolge in 9 turni, tutti identici tra loro, senza nessuna crescita e con interazione pari a zero. Eravamo in 5 al tavolo e, dopo i primi tre turni, abbiamo deciso tutti di ringraziare e andarcene. I turni dei giocatori potrebbero svolgersi contemporaneamente, se così stoici da restare seduti. Unica goduria, girare la rondella centrale e vedere il “valzer” degli altri 6 piattini, ma a sto punto mi guardo il video di Stia con noi cantata da Lumière.

🟡:
Crossing heroes: scopo del gioco completare una griglia 3 x 3 acquisendo carte impresa da soddisfare posizionando, adiacenti, alcuni simboli. Righe e colonne avranno perciò icone sufficienti a realizzare le imprese che, girate, garantiranno punti. Diciamo che si campa pure senza, eh (come il 99% dei giochi, sia chiaro!).

Berlino 1960: un immenso grazie a Flaminia e Virginio che ci hanno spiegato il titolo con un’attenzione e una dovizia di particolari incredibile. Tuttavia, è l’ennesimo gioco a ruoli nascosti che proprio non riesco a farmi piacere: ogni spia, segretamente reclutata da CIA o KGB, gioca una carta missione coperta che può favorire o danneggiare il lato in cui viene giocata. Dopo alcuni turni si dovrebbe capire chi è un traditore e chi un alleato. Si dovrebbe, ma io sono negato con sti giochi. Bonus: se lo stile grafico di Black orchestra vi piace, dategli un’occhiata perché a me l’ha ricordato molto.

Vietri: prototipo del buon Massimiliano Sabato, provato in suo onore di sabato (peccato che LOPLAY non si svolga a Venafro, sennò LE RISATE VERY ASSAI). Il gioco è ancora in fase di progettazione, c’è sicuramente da aggiungere qualcosa e sistemare altro, ma è un piazzamento lavoratori ambientato tra i ceramisti di Vietri sul Mare, rinomata cittadina sulla costiera amalfitana, in cui un prodotto realizzato a mano da un artigiano costa meno di un parcheggio. C’è da raccogliere argilla al fiume, comprare colori al mercato, realizzare ordini per monetizzare o, peggio, realizzare capolavori che, sì, donano prestigio e fama… Ma costano troppo e nessun cliente è disposto a comprarli!

Tulikko: Unico titolo di Tesla che mi interessava, semplicemente perché gli altri li ho già comprati all’estero, essendo indipendenti dalla lingua (in realtà non mi interessava, ma essendo io VIP Tesla posso prenotare i loro tavoli demo ed ho approfittato).
Ennesimo gioco di piazzamento tessere, per realizzare pattern che danno punti. Tra l’altro, una delle due condizioni di fine partita mi sembra irrealizzabile. Una partita ed ha già esaurito la vis ludica. Anche basta, dai.

Foundation: Basato sul Ciclo delle Fondazioni di Isaac Asimov, per quanto mi riguarda avrebbe potuto basarsi anche sul Ciclo dei nemici di Matteo Salvini. Ancora in fase prototipale, ma per gli appassionati è da tenere d’occhio. Fazioni asimmetriche, obiettivi variabili ad ogni partita e una componente deckbuilding sembrano ottimi punti di partenza.

🟢:
Bag & Snatch: due edizioni per questo gioco, con 4 animali per scatola e la possibilità di interscambiarli. Regole semplici: si gioca una carta, se ne attiva l’effetto e si ottengono i segnalini corrispondenti ai token indicati. Ma, se in riserva non ci sono più token disponibili, tutti gli altri giocatori devono restituirli. Un po’ di bastardate, per un gioco rapido e che diverte. Spoiler: a me non piace divertirmi, io voglio soffrire e struggermi.

Tatanka: nuova fatica del sempre ottimo Danilo Sabia che, come pochi, sa ambientare alla perfezione i suoi titoli. 4 tribù in competizione per la gloria, andando a caccia di bisonti, fabbricando teepee, facendo razzie per depredare cavalli. Più un’azione è conveniente, più notti serviranno per far rientrare l’indiano all’accampamento. Ritoccherei un po’ i colori perché è tutto molto marrone e, sulla plancia, c’è il rischio che qualche componente non venga visto. Domani dovrebbe partire la campagna Gamefound, c’è da capire cosa includeranno gli stretch goal.

Planet bee: puccioso, colorato, immediato. Anche qui c’è da scegliere tessere per realizzare pattern, con la differenza che il programma Cranio Heroes è gratuito e permette veramente di prenotare le demo (che quest’anno, sono state perfette, bravi ragazzi, soprattutto la ragazza martire con le frecce in testa, a cui ho rotto per tutto il weekend). Il titolo è valido, non sempre la tessera più costosa è la soluzione migliore e bisogna attivare il cricetino cerebrale. Offre una buona rigiocabilità, semplicemente non è la mia tazza di tè e la demo mi è bastata; perciò, non è più in alto (o in basso, per voi che leggete).

Epochs: Course of cultures: sorpresa inaspettata di LOPLAY 2026. Approfittando delle uniche due ore libere da demo, ci siamo catapultati dai Goblin cercando di provare uno di tre titoli: Ada’s dream, The old king’s crown e Epochs, ci è stato più rapido sederci all’ultimo. Gioco che occupa circa un padiglione, con una spiega che occupa gran parte delle due ore libere. Ma bello. Soddisfazione. Civiltà diverse e leggermente asimmetriche si fanno la guerra, esplorando territori, raccogliendo risorse e cambiando forma di governo in un gioco che dura meno di un weekend (sorry, Vlaada).

Oil rock: anteprima Cranio, un solidissimo german 2-4 giocatori, 60-90 minuti. La particolarità del titolo è che, avanzando sul tracciato dei punti vittoria, si sbloccano rendite sempre più interessanti, soprattutto per i lavoratori da utilizzare: Si inizia con una dotazione di 3 meeple “semplici”, utili per effettuare una sola azione per turno. Dopo pochi giri al tavolo, tuttavia, alcuni dei lavoratori potranno diventare “capi”, sbloccando due azioni per turno. Sembra girare benissimo. Vorrò riprovarlo sicuramente.

Sub-zero: il gameplay del Puzzillo mi aveva già convinto, la demo è stata una conferma. L’ottimo Riccardo, uno degli autori del gioco, mi ha trasmesso la sua passione e l’interesse per la campagna che aprirà a breve. 2-5 giocatori (in due non lo giocherei mai, perché ognuno utilizza due fazioni e, secondo me anche inconsciamente si tenderà a favorire sempre una delle due), immediato il giusto per chi giocatore non è, bastardo e calcolatore per chi giocatore è.

🥉:
Tycoon: India 1981
: la domenica non poteva iniziare in un modo migliore: il gioco ha vinto meno di 24 ore prima il Goblin Magnifico e l’influencer che fa scrivere all’AI i suoi contenuti, bloccando poi chi glielo fa notare, che avrebbe dovuto spiegare il gioco, ha dato forfait. Forse l’AI non era pronta a dimostrare. L’ottimo Fabrizio di Weega ci ha catapultato nell’India del 1981 in cui 4 giocatori, tra cui Angelo e Ciruz (direttamente da Gomorra) provano ad arricchirsi legalmente. Mi ha lasciato ottime sensazioni, c’è un po’ di testo in inglese che chiunque non voti Vannacci non avrà difficoltà a comprendere, vorrò riprovarlo ASAP (Generale, vuol dire “quanto prima”).
PS per Fabrizio: l’autore è poi venuto a fare il suo dovere allo stand?

🥈:
Minikin City
: tornando al discorso iniziale, bisogna essere oggettivi. Il gioco gira bene? Sì. Fa il suo dovere nel target di riferimento? Sì. Meglio di Faraway che, alla prima partita, può risultare meno immediato. Grafica piacevole, iconografia chiara, che gli vuoi dire? Sarà uno dei giochi più venduti nei prossimi mesi.

🥇:
Railway boom: colpo di fulmine. Luca dei Dadiinbiliko è stato eccezionale, puntuale e divertente. È un piacere conoscere persone così preparate e con una passione così evidente. Un gioco della madonna. È vero, si fanno tante aste. 4 per turno, 16 complessive, ma ogni asta interessa una risorsa diversa e ciò offre mille strategie diverse. Illustrato splendidamente da Gianni O’Strument. Probabilmente, rende solo in 4 o, al massimo, in 3. Il gioco, non Gianni.

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