Ho visto per caso “Breaking bad”, ideata dallo stesso autore dell’osannata Pluribus.
Dai, scherzo, Anna non l’aveva mai vista e io ho fatto il secondo rewatch.
Breaking bad è la serie che, chi non ha visto Sons of anarchy, mette al primo posto delle serie tv più belle di sempre.
Io ne riconosco uno sviluppo dei personaggi rarissimo, forse unico. Parlo di Walter, Jesse e Skyler, ovvero il 50% del cast. Gli altri 3 poca roba, non ci sono modifiche degne di nota.
La trama la sapete tutti: un professore di chimica scopre di avere un tumore e, vivendo in America, sa di essere fottuto. E ancora non c’era Trump, pensate.
La serie è così vecchia che i protagonisti si lasciano messaggi in segreteria, ci sono i cellulari a conchiglia e non c’è WhatsApp.
Caratteristica di Breaking bad, purtroppo comune anche alla migliore serie tv di sempre, Sons of anarchy, è allungare inutilmente il brodo.
È la terza volta che vedo alcune puntate (la mosca, su tutte) e sono sempre convinto che la metà sarebbero bastate, tagliando completamente quelle facce di cazzo inutili dei gemelli, per loro solo odio profondo.
Serie tv sicuramente da vedere, Walter White ormai è storia, il suo rapporto con Jesse commuove e fa incazzare, Skyler invece fa solo incazzare.
Nel corso degli anni sono stati pubblicati migliaia di articoli online sulla simbologia presente nella serie, dal Fe-Li-Na dell’ultima puntata a Ozymandias, ecco, direi che questo è il vero valore aggiunto della serie.
Vabbè dai, ma è anche inutile che io continui a parlare bene di un titolo che avete visto tutti, quindi non vi resta che vedere Sons of anarchy.






