Prequel di una delle serie a cui sono più affezionato, non potevo esimermi dal guardarlo.
Era stata annunciata una seconda stagione, poi cancellata. E allora via, si può cliccare su Play (lo so, voi preferite vedere Stranger things in comodi 11 anni, io no: vedo solo serie tv già concluse).
Il nostro Dexter è credibile, riconoscibile e in linea con quanto visto nelle 8 stagioni originali.
Probabilmente, gli autori hanno capito che girare una serie tv con un attore più giovane è un’idea migliore di far recitare Michael C. Hall con una parrucca.




Casting davvero eccezionale, con Debra, Angel Batista, Maria LaGuerta, praticamente identici agli originali. Ottimo Christian Slater, doppiato dall’immancabile Christian Iansante (ormai mi aspetto la sua voce anche quando parlo con Alexa).
A differenza delle classiche stagioni di Dexter, in cui l’antagonista è comunque presente e accompagna l’intero corso, qui il villain latita un po’. Credo, tuttavia, non si potesse fare altrimenti, dovendo approfondire il rapporto tra Dexter e Harry, quello tra Harry e Laura Moser, il tormento di Brian, i conflitti di Debra con gli uomini di casa (Roberta Bruzzone parlerebbe 45 minuti su raiuno di maschi tossici, patriarcato, scenari familiari passivo-aggressivi).
8 episodi leggeri, che ci fanno tornare a Miami per ritrovare un vecchio amico ed il suo codice.
E il suo oscuro passeggero.






