Michael

Per parlarvi di Michael bisogna partire da molti anni fa.

È il 1975 ed un ragazzo statunitense viene arrestato con l’accusa di aver rapito e stuprato 3 studentesse.

Durante gli interrogatori, tuttavia, risulta subito chiaro che qualcosa non va: comportamenti troppo diversi, tra una seduta e l’altra. A volte timido, fragile ed introverso, a volte arrogante, violento e volgare.

Dopo una perizia psichiatrica, gli viene diagnosticato un disturbo di personalità multipla.

24 persone. “Una stanza piena di gente”, come il titolo del libro che parla della sua storia.

Un caso senza precedenti, il primo colpevole che “sebbene riconosciuto colpevole dei reati commessi, è stato assolto perché affetto da una patologia mentale che non lo rendeva responsabile delle azioni compiute. Con questa sentenza si è riconosciuto il disturbo dissociativo dell’identità essere una vera patologia e non una semplice nevrosi, come invece era stato considerato fino a quel momento” (cit. Wikipedia).

Sono affascinato dalla storia di Billy Milligan e, tuttora, dopo aver letto libri, visto documentari, video su youtube, fatico a capire come possano coesistere personalità così diverse in un unico corpo.

Fatico. A. Capire.

Persone con una dizione diversa, persone con orientamenti sessuali diversi, persone di età diversa, persone che parlano lingue diverse, persone che scrivono con la mano sinistra e persone che scrivono con la mano destra, persone con abilità e conoscenze diverse.

Eppure, la sua storia esercita un fascino irresistibile, a parer mio.

Non potevo non giocare Michael di Mancalamaro.

Michael non va giocato come un gioco di carte. Michael va vissuto come questo medico durante il colloquio con Billy (il video è, in realtà, una ricostruzione).

Le personalità vanno conosciute, vanno comprese, vanno aiutate.

Saremo confusi, sembrerà sfuggirci il nesso e, ovviamente, l’esperienza sarà sicuramente “limitata”.

Ma non sono 24 carte, sono 24 persone da aiutare.

C’è una componente Memory? Sicuramente.

Rovina il gioco? No, affatto.

In qualche seduta, riusciremo a districarci tra i tanti ospiti di un corpo mai padrone di se stesso, aiutandolo.

“Adesso mi rendo conto che quando la polizia venne a prendermi a Channigway, in realtà non sono stato arrestato. Sono stato salvato.” (Billy Milligan)

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