Il 28 maggio si celebra la Giornata Mondiale del Gioco.
Se per 364 giorni parlo dei giochi da tavolo, quale migliore occasione per parlare del mio UNICO approccio ai giochi di ruolo?
Inverno 1999, quarto liceo. Come da tradizione, alcuni giorni prima di natale si decise di fare “autogestione” a scuola. Una cosa tranquilla, nessuna protesta, semplicemente noi non avevamo voglia di fare un cazzo, esattamente come i professori.
E così, con due compagni di scuola vagavamo per le aule, ognuna con un’offerta diversa: “corso di spagnolo”, “corso di chitarra”, “come diventare Vicepresidente del Consiglio dei Ministri partendo dalla Ruota della fortuna”.
Ci incuriosì “giochi di ruolo”.
Ci accolsero due ragazzi mai visti prima.
“Ciao! Volete giocare?”
Noi, completamente spaesati: “Guarda, ci spieghi meglio? Abbiamo letto giochi…”
“Certo! Qualcuno di voi masterizza?”
Si dà il caso che, all’epoca, avevo una fiorente attività di produzione di materiale audiovisivo e videoludico (logicamente libero da ogni forma di copyright e pertanto, perfettamente legale).
Baldanzoso, rispondo: “Io!”
“Bene, cosa fai?”
“Beh, tutto, uso Nero Burning Rom, ma non capisco il ness…”
Non c’era nessun nesso. Accantonata la figura di merda, il ragazzo iniziò a spiegarci.
“Dovete immaginare di essere dei cavalieri, ognuno di voi in sella al proprio cavallo, vi incontrate e decidete di andare in una locanda. Io vi aspetterò lì. Dai, iniziate”.
Immaginate tre liceali, a digiuno di gdr, con zero fantasia, tutta vergogna… “Ehm… Ciao”, faccio, indicando uno dei miei amici, trattenendo a stento l’imbarazzo.
“NOOO, MA NON COSÃŒ! Dovete specificare tutto, i movimenti, le descrizioni!”
“Cioè?”
“Devi dire: io sono in sella a Cardicor, il mio cavallo nero con una macchia bianca al centro della testa, ho le briglie nella mia mano destra e l’andatura è lenta e riposata. Scorgo in lontananza Cavalier Antonio, dirigo Cardicor nella sua direzione, con la mano sinistra alzo la visiera del mio elmo per salutarlo”
“Ah. E quanto dura sta cosa?”
“Dipende, due, tre… Quattro ore”
“MA VA CAC”






