Vieni qui, Papà Castoro, noi te lo chiediamo in coro,
una a loro, l’altra a me, dicci due storie o meglio tre!
Siamo tre castori piccolini, tutti e tre amici dei bambini,
noi, Caline, Grignote e Benjamin, ascolteremo te…
Mettetevi comodi, oggi vi racconterò la storia dell’inserviente anarchico.
C’era una volta un albergo austriaco molto famoso, meta obbligata per tutti i visitatori in città.
Molto rinomato era anche il suo ristorante, che serviva caffè, vino, torta e STUDEL.
Indubbiamente, gran merito della fama della struttura era da attribuire ai membri del personale, sempre attenti, meticolosi e produttivi.
Tutti, tranne uno. L’inserviente anarchico.
Per controllare tutto lo staff, il grande capo (che chiameremo grande cranio, utilizzando una sineddoche) aveva stilato un elenco, in rigoroso ordine alfabetico.
Ognuno dei dipendenti aveva un proprio salario, un proprio ruolo e, con esso, mansioni associate.
Un giorno, un dipendente fu fermato dal grande cranio.
“E tu chi saresti?”
“Sono l’inserviente!”, rispose egli.
“Mmm… Ma non sei sulla mia lista.”, obiettò il grande cranio.
“Non saprei, mi hanno assegnato un salario di 5 corone, un numero univoco di matricola (33) e mi hanno detto di presentarmi come inserviente.”
Il direttore dell’albergo quasi impazzì, cercando nell’elenco dipendenti quell’inserviente. Non il caposala, non il sommelier, non il portiere notturno.
Scorrendo l’elenco in ordine alfabetico, non v’era traccia dell’inserviente.
“E grazie o’cazz”, disse il correttore di bozze. “L’avete chiamato Uomo delle pulizie e lo avete messo in ordine alfabetico tra la G e la L!

