Oggettivamente, il più scarso tra i libri di Dicker.
Oh, dopo tre capolavori che mi hanno calamitato e rapito, può starci un titolo più debole.
Attenzione, non che sia brutto: semplicemente, è inferiore a La verità sul caso Harry Quebert, La scomparsa di Stephanie Mailer, L’enigma della camera 622.
Tuttavia, ritengo che in questo libro sia più delicato, umano. Più amicizia, più lealtà, più famiglia.
Ci si sente quasi il quarto della gang, a leggere le avventure di Marcus, Hillel e Woody.
Ci si innamora di Alessandra, anche senza conoscerla, ci si sente parte della famiglia, a tavola con zio Saul e zia Anita.
A proposito: Saul Goldman? SAUL GOLDMAN? Di professione avvocato? Ma che, davero?






