Ho sentito più di una persona chiedere perché avrebbero dovuto dedicare una serie tv agli 883.
Dubbio legittimo ma, onestamente, ritengo sia più interessante vedere come due ragazzi di Pavia arrivano al successo che seguire tre fratelli napoletani che fanno i miliardi con la pirateria.
“Nessun cantante, nessuno più di Max Pezzali può rappresentare la mia generazione.”
“Credo che ogni trentenne debba avere un debito di riconoscenza per Max Pezzali e Bud Spencer.”
“Chiunque, nato negli anni 80, deve a Max, tanto, tantissimo. Gli sarò sempre riconoscente ed affezionato.”
Questi sono solo tre dei tanti stati che ho dedicato agli 883 e a Max Pezzali, da quando sono su Facebook.
Oltre 30 anni in sua compagnia, un paio di concerti e praticamente tutti i suoi cd.
Gli 883 prima e Max poi, sono quegli amici capaci di raccontare le tue storie, pur non avendole vissute direttamente, nelle loro canzoni.
Canzoni brutte, ma brutte assai. Testi discutibili, tra sgarri alle industrie di caffè e sale giochi piene di giochi, ma che vuoi dirgli? Sono nostalgia, sono i ricordi di tante estati, colonna sonora della tua vita.
La serie tv è romantica, piacevole, divertente. Tuttavia, la prima stagione copre un periodo storico davvero breve, in proporzione alla vita degli 883 e di Max Pezzali. Sydney Sibilia ha confermato una seconda stagione, di sto passo ce ne vorranno 10 per arrivare all’addio di Mauro, più altre 20 per la carriera da solista di Max (con Paola e Chiara coriste, ma questa è un’altra storia…).
I fan di vecchia data non faticheranno a scovare tutte le citazioni, dal lesso cucinato dalla madre di Max, al karaoke di Fiorello. Da Cisco che anticipa la regola dell’amico al tabacchi col distributore automatico.
“Un battito, vent’anni son volati via in un attimo
Ricordi ed emozioni che riaffiorano
Però sempre memorie poi rimangono
Dormono, dormono
E non c’è niente da rinnegare
Ciò che è stato è stato, è tutto giusto così
Però adesso bisogna andare, che di strada ce n’è ancora”






