A volte mi chiedo cosa spinga team creativi a sacrificare alberi inutilmente. Perché, devo ripetermi, non è obbligatorio ideare giochi investigativi.
Il primo Cryptic Killers era tutto sommato godibile, seppur evidenziando peccati di inesperienza. Ecco, qui hanno fatto peggio.

Materiali ⭐⭐⭐⭐⭐
Il minimo sindacabile, tra interrogatori, spartane autopsie, mappe. Alcuni contenuti audio/video/testo sono reperibili online, a patto di indovinare la password del detective che ci affida il caso (mi fa sempre impazzire sta cosa: “oh, mi dai una mano? Ma prima voglio fare un gioco con te”).
Utili le schede relative ai protagonisti, con alcune informazione base e uno spazio per le note, in cui segnare i nostri appunti. Però qualcuno dovrebbe spiegarmi perché ci sono una decina di persone coinvolte e solo alcune meritano la scheda. MAH.
Il gioco è ambientato a novembre 2015 e sono certo che Donna Mallard abbia votato Trump nelle elezioni che si sarebbero tenute da lì a breve, considerato che ignora il concetto di stampatello.
Durata ⭐⭐⭐⭐⭐⭐
Si legge tutto, si nota che il documento X cozza col documento Y, si risolve il caso senza altri ragionamenti. Direi entro i 90 minuti.

Difficoltà ⭐⭐⭐⭐
Gli autori, evidentemente, non giocano a titoli investigativi. Il loro primo caso era un “3,5/5” ed era semplice, questo è un “3/5” ed è semplicemente ridicolo. Ma, almeno, abbiamo scoperto L’ASSASINO DEL PROPIETARIO.






