Ebbene, ieri ho terminato la campagna di Detective – Operazione Vienna.
4 missioni, giocabili stand alone ma necessariamente collegate da un fil rouge che passa per CIA, KGB, spionaggio, controspionaggio e controcontrospionaggio.
Il gioco, purtroppo, è appena sufficiente.
Non regge il paragone col primo Detective: sulla scena del crimine, non è degno compare del piacevole Detective: Stagione 1.
Le meccaniche sono strane, quasi inconsistenti.
Su Antares, l’archivio online, saranno disponibili alcuni “puzzle”, non molto lontani dal gioco dell’impiccato. Alcune carte daranno lettere da inserire nella soluzione. Basta avere un po’ di logica, capire cosa bisogna inserire e via, puzzle risolto.
Faccio un esempio: la missione parla della pizza a Napoli, dopo poche carte sapremo che il puzzle risolutivo è di 6 lettere e abbiamo: __ __ A N __ S
La risposta è ovviamente ananas.
Più puzzle saranno risolti in ogni missione, più successo avremo come squadra. Stop. Zero ragionamenti, zero domande. Non esiste una valutazione del caso. Da bocciare, nettamente.
Il meccanismo non funziona. Basti pensare che missione 3 e missione 4 le ho giocate privo di interesse nelle fasi finali, avendo già risolto i puzzle (ma avendo ancora alcune piste possibili da leggere). Che senso ha continuare ad investigare, se il gioco ti premia solo per aver risolto il minigioco?
Disseminati nel gioco, poi, mille “codici” segreti. Cose complessissime tipo: 10 20 30 40 X
Dove bisogna indovinare la X. Avrò incontrato venti di questi codici. Complessivamente, ci avrò perso un minuto a risolverli. Più che CIA, pare la Melevisione.
La storia -ma qui è un mio gusto- non mi ha catturato particolarmente, non amo quel periodo storico e quell’incrocio complesso di spie e operazioni sotto copertura.
Peccato.
Postilla necessaria, dopo il commento di Alessandro Rubbo.
Sì, nelle carte vengono segnalate lettere e codici. Entrambi vanno messi nella risoluzione, altrimenti la parola non viene segnata come corretta. Ma, in così tante carte (ne restano fuori un 10-15%) capiterà di sicuro che abbiate già tutti i simboli necessari, ma non tutte le lettere. Quindi resta il gioco dell’impiccato (infatti Antares punisce i tentativi errati di inserimento).
Aggiungo, a questo punto, un altro enorme difetto. Ad ogni missione completata vi sarà chiesto di scrivere alcuni appunti sul vostro diario. Come se fossero obiettivi sbloccati.
Tuttavia, nelle carte successive, non ci sono -come nei librigame- bivi narrativi ma il contenuto della carta è accessibile a tutti, anche a chi non ha sbloccato determinate cose.






