Papà Castoro – Frodo Di Domenica

Vieni qui, Papà Castoro, noi te lo chiediamo in coro,
una a loro, l’altra a me, dicci due storie o meglio tre!
Siamo tre castori piccolini, tutti e tre amici dei bambini,
noi, Caline, Grignote e Benjamin, ascolteremo te…

Mettetevi comodi, oggi vi racconterò la storia di Frodo Di Domenica (perciò la pubblico oggi).
I più grandi imprenditori dei nostri giorni sembrano avere tutti un fattore in comune: il garage.
Jezz Bezos ha avviato Amazon in un garage di Washington nel 1994.
Google è nata nel 1998, con Larry Page e Sergey Brin, in un garage.
Era il lontano 1980, non c’erano ancora Walter, Jesse, Jimmy e Mike, ma un garage di Albuquerque vedeva la nascita di Microsoft, per mano di Bill Gates e Paul Allen.
Frodo, tuttavia, non aveva un garage. Per dirla tutta, avrebbe anche avuto lo spazio necessario, ma la madre, fervente cattolica, aveva convertito l’area in una piccola cappella privata.
Ma l’indomito Di Domenica, troppo desideroso di arricchirsi (immagino che l’abbia frainteso dal Vangelo) trovò un nuovo modo, che non avrebbe coinvolto il garage: lucrare sui giochi da tavolo.
Iniziò così una ricerca smodata di malcapitati venditori e sfortunati acquirenti.
Ai primi, Frodo elemosinava sconti e prezzi di favore.
Ai secondi, dopo un ricarico di almeno il 70% del prezzo, proponeva i suoi affari.
Il tutto però, sempre porgendo l’altra guancia, fedele agli insegnamenti materni.
Meccanismo tanto semplice quanto rischioso. Comprava, ad esempio, Tide of Iron a 60€, chiedendo tuttavia di pagarlo 50€ e, dopo pochi giorni, lo offriva ad ignari appassionati a 90€.
“È rischio d’impresa!” potrebbe dire qualcuno.
“È uno Chagall!” direbbe un critico d’arte.
“Fin quando c’è gente che li compra…” chioserebbe Jacques Chabannes signore de La Palice.
“Posso sommessamente farvi notare che, senza l’intervento di Frodo, il venditore avrebbe guadagnato 10€ in più e l’acquirente ne avrebbe risparmiati 30€?” sentenzierebbe Graziella Arcà.
Sebbene personalità conosciuta nel mondo ludico, sul conto di Frodo ne venivano dette di ogni (ma bonificate nessuna, meglio paypal familiari e amici).
Ma lui, indifferente alle critiche del mondo esterno, si barricò all’interno del suo garage nuovo di zecca e, finalmente, diede vita al suo più grande progetto, un sistema di transazioni digitali criptate: le Cristovalute.

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