Nel 1998, Jovanotti ha pubblicato il suo terzo libro. E la cosa farebbe già ridere così. Il titolo è “Il grande boh”.
Prenderò in prestito le sue parole, per parlare del terzo (aridaje) Prospect Detective: Caso 0056
Pochi i materiali: l’immancabile lettera del detective che ci affida il caso, tre ritagli di giornale su un foglio A4, una mappa in formato A5 oggettivamente troppo piccola e poco leggibile, 8 foto, un wall of text di 4 facciate che, a parer mio, si sarebbe potuto impaginare un po’ meglio, anche solo per dare un po’ di dinamicità alla grafica.
Qua e là, alcuni QR code che aggiungono materiale video di pochi secondi.
La perplessità, l’enorme perplessità, nasce dal senso di spaesamento. E, attenzione, non intendo quello iniziale, di fronte ai materiali sparpagliati sulla tavola. Parlo, ed è la prima volta che succede dopo aver giocato -li ho contati!- 25 investigativi “cold case”, di ciò che si prova una volta letto e assimilato il tutto.
“E ora?”
Classico, si procede ad eliminare alcuni sospettati, per mancanza di movente, mancanza di opportunità, presenza di alibi.
Poi, il nulla. Non un indizio, non uno sviluppo mentale degli eventi accaduti prima o dopo l’omicidio.
Materiali ⭐⭐⭐⭐⭐
Pochini e non paragonabili ad altri titoli presenti sul mercato, anche a prezzo inferiore.
Durata ⭐⭐⭐⭐⭐⭐
Entro i 90 minuti, avendo poco da leggere e pochissimo da dedurre.
Difficoltà ⭐⭐⭐⭐
È come se mancassero dei pezzi. Dopo aver letto tutto, c’è poco da fare, viene voglia di leggere la soluzione e archiviare il caso.
Dopo la foto ho inserito un commento sulla soluzione, fermatevi qui se non volete spoiler.

Soluzione
La vittima ha una compagna, gelosissima. Il fratello di lei, incaricato di spiare Gargano, lo uccide insieme al CUGINO, di cui non si fa menzione nell’intero caso, dopo un banale litigio in un parcheggio.
Poi, per depistare le indagini, provano a fare tre prelievi con la carta di credito rubata alla vittima in tre bancomat diversi, il loro percorso punta verso la casa della compagna, mentre tutti gli altri protagonisti della vicenda abitano in altre zone della città. GENIO!
Inoltre, la soluzione lascia intendere che gli investigatori dell’epoca, se avessero visto bene il video della sorveglianza del bancomat, avrebbero notato particolari sull’auto che si allontana, rendendo più facili le ricerche dei colpevoli.
All’epoca, però, non noi, ora.






