Profiler – Il Segreto della Yakuza

Indubbiamente, la serie Profiler ha dato subito prova dell’elevata qualità e cura nei casi, superando a mio parere la concorrenza di Hidden games.

Stavolta dovremo investigare sulla morte di un boss della mala giapponese, tra clan rivali, tipici tatuaggi con bacchetta e martello e una sterminata rete metropolitana.

Materiali ⭐⭐⭐⭐⭐⭐⭐⭐⭐
Nulla da eccepire, altissima qualità e cura nei dettagli. Tanti i componenti, con 6 buste da aprire tramite webapp, in base ai progressi svolti nell’indagine. Nessun typo riscontrato.

Durata ⭐⭐⭐⭐⭐
L’insufficienza qui è dovuta all’eccessiva durata: un wall of text continuo ed eccessivo, oltre al dover continuamente tradurre parole dal giapponese all’italiano, ha fatto sì che nelle ultime fasi tutti al tavolo non vedessero l’ora di terminare il caso.

Difficoltà ⭐⭐⭐⭐⭐
Qui c’è da fare un chiarimento: il caso è mediamente complesso, avendo solo 10 protagonisti si riesce più o meno a capire tutto. Il vero problema è la pesantezza del flusso di gioco, basti pensare alla mappa della metro con un centinaio di fermate e, una volta scelta sulla webapp la fermata, un elenco di una trentina di indirizzi limitrofi dove poter indagare. Pesante, pesantissimo. I nomi giapponesi non aiutano, dopo oltre 3 ore di indagine ancora facevamo confusione tra i personaggi.

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