Chants of Sennaar

Una notifica da Play Store.

“Scopri il meglio di Google Play” e decido di darci un occhio, pur non giocando praticamente mai al cellulare.
Tra gli immancabili Pokémon e giochi troppo complessi da fare su un cellulare, mi cade l’occhio su Chants of Sennaar. Scarico.

Maledetto.
Scopro pochi secondi dopo che è una demo, già pronto a chiudere e disinstallare. Ma faccio l’errore di giocarci 5 minuti.
Che, insieme ad altre 13 ore e 25 minuti, è il tempo che ho passato su questo capolavoro.

Non voglio fare spoiler, sebbene il trailer spieghi anche troppo il senso del gioco. Io non l’avevo visto e, alla prima scoperta, ho avuto i lacrimoni.
È un puzzle game, diciamo così. Un puzzle game sfidante, ma non per riflessi o rapidità di esecuzione, piuttosto per cellule grigie.

Difficile parlare bene del gioco, senza fare spoiler, senza dire su cosa verte l’intera esperienza.

Un titolo sfidante, che diventa ostico nelle fasi finali, ma che regala un’esperienza indimenticabile.
Andrebbe giocato su uno schermo più grande del cellulare (so che è disponibile per Switch e pc), ma è anche vero che per Android costa meno.
Fatevi il favore di non vedere il trailer, non informarvi online e di provare, se possibile, la demo.
Vi si aprirà, letteralmente, un mondo.

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