Vincenzo Comunale – Prima Pagina

10 gennaio, Teatro Acacia
Secondo approccio con Vincenzo Comunale (terzo, se consideriamo quando l’ho fatto ridere all’arena flegrea, da spettatori di Vincenzo Salemme).
Ho, di nuovo, la sensazione che lo show sia stato forzato, meno del precedente “A ruota libera”, ma comunque forzato.
Come se dovesse necessariamente garantire uno spettacolo all’anno e debba provare a riempire i 75/80 minuti di spettacolo, quando magari ha materiale buono per mezz’ora.
2/3 gag erano riciclate da altri sketch, tra l’altro. Se pago per uno spettacolo vorrei solo contenuti inediti, ma vabbè.

Sto ragazzo è una forza della natura, spigliato, ironico, tempi comici giustissimi, secondo me potrebbe e dovrebbe fare solo crowd work, perché è la cosa che gli riesce meglio, ma l’Italia non è ancora pronta (Matt Rife chi?).
Nella scrittura, invece, spero di sbagliare ma ho rilevato alcuni accenni di sianite, gravissima malattia che porta alla demenza e al successo ingiustificato.
Questo eccessivo buonismo da poeti, il futuro da sognare, il finale con leggio e luce soffusa, anche no.

Battuta da ricordare: avete mai visto un piccione cucciolo? Il piccione è il vero animale guida, lascia il nido solo quando è già adulto.

Voto complessivo: 6 e mezzo.

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