“Il 10 Giugno 1924 Giacomo Matteotti fu rapito e assassinato a Roma da una squadra fascista per aver denunciato i brogli elettorali prima dell’avvento della dittatura in Italia.”
Inizia così la presentazione del gioco, sul retro della scatola.
Sorprendente che abbia deciso di giocarla oggi, 10 giugno, esattamente 101 anni dopo l’omicidio.
Ispirato ad una storia vera, impersoneremo Velia, l’innamoratissima moglie di Giacomo Matteotti, in fuga dagli squadroni fascisti.
Il progetto, curatissimo nei dettagli e nei riferimenti, è stato prodotto da Archivio di Stato di Rovigo.
Materiali ⭐⭐⭐⭐⭐⭐⭐
Carte grandi, illustrazioni originali, poco utili le miniature ma apprezzate.
Durata ⭐⭐⭐⭐⭐⭐
Terminato in meno di 60 minuti, la durata stimata è di 90. In un paio di occasioni, le istruzioni non mi sono risultate chiarissime, creando un po’ di spaesamento, procedendo poi per senso logico (il gioco indica di prendere le carte da 1 a 20 e di esplorarle muovendo la pedina su mappa, ma su mappa ci sono numeri da 1 a 15, perché dal 16 a 20 sono “incontri” o “location” secondarie a questa o quella carta.)
Difficoltà ⭐⭐⭐⭐⭐
Gli enigmi sono semplici, con un sistema di bonus che premia e bilancia eventuali errori nel corso della partita.



