Vedi che succede ad avere troppe aspettative?
La cosa è andata così:
entro in una libreria, ci sarò stato 3-4 volte al massimo, per fare un regalo (l’ennesimo libro di Joël Dicker).
La commessa mi riconosce: “tu sei il ragazzo appassionato di thriller!”
E mi consiglia La bestia, scritto da Carmen Mola. “Ha vinto un sacco di premi!”
Non mi sarei lasciato convincere così di fretta se, giorni prima, non avessi già adocchiato il titolo e inserito in wishlist.
E sia, proviamoci.
Madrid, 1834. La popolazione è decimata da un’epidemia di colera e, vuoi per ignoranza, vuoi per paura, chiunque cerca di salvarsi come può, affidandosi spesso alla stregoneria o alla religione.
In uno scenario politico incerto tra isabellini e carlisti, la città sarà sconvolta dal ritrovamento di alcune bambine morte.
Immagino che la volontà di Carmen Mola fosse realizzare un romanzo storico ma, per mio gusto personale, l’operazione non mi pare andata completamente in porto.
Il contesto è più geografico che storico, con numerosi riferimenti a monumenti cittadini che, però, nulla aggiungono alla narrazione.
La trama è ben strutturata, con alcuni colpi di scena che farete fatica a dimenticare.
Tuttavia, alcuni climax sono gestiti malissimo. Come se io invitassi a pensare ad uno specifico conduttore italiano lasciando un po’ di suspense… Senza dare indizi… Interrogando me stesso su chi mai potrebbe essere…
E nel rigo dopo entra Gerry Scotti che saluta.
Finale un po’ a volemose bene, personalmente avrei ritenuto più verosimile la triste realtà dei primi capitoli.
Salani cara, almeno 3 errori di battitura. Ma si può? Mai capitato una cosa simile.
Oh, volete mica che non vi dica il vero twist del libro? L’autrice, Carmen Mola, è in realtà…
(No, non Gerry Scotti)
uno pseudonimo, dietro cui si nascondono 3 autori. Maschi.
#tuttacolpadelpatriarcato






