Con questo, siamo a sei Hidden games giocati.
Valgono ancora le mie impressioni dopo “in bilico su un filo” con una qualità che è andata peggiorando e scarsa cura nell’editing e nei dettagli.
Il caso è sicuramente il più debole tra i sei: sicuramente, per differenziare un po’ l’offerta, gli autori hanno deciso di inserire alcuni componenti inediti, “tridimensionali”, senza spoilerare nulla.
Tuttavia, nell’intera partita si sente la mancanza dei “momenti wow”, che hanno reso famosa la serie.
Il flusso d’indagine stavolta è diverso: narrazione, domande e componenti sono divisi in capitoli. Si studia ciò che si ha a disposizione, si va sul sito, si risponde alla domanda, il sito indica quale busta aprire, si trovano altri componenti, si studiano, si va sul sito, ecc.
Questa gestione ha un pro e un contro. Il pro è che, così facendo, si evita l’elenco di domande che spesso ho criticato, a causa di scarsa attenzione degli autori.
Il contro è che manca completamente una busta e vi troverete spaesati, ma in fondo, CHE INVESTIGATORI SIETE? EH? EH?
Il caso è VM16, a causa di tematiche “hot”, direi che mi attesterei sull’età e non lo giocherei con persone più giovani.
Materiali ⭐⭐⭐⭐⭐⭐⭐⭐
Sorprende per la novità di alcuni componenti tridimensionali. Ci sono adesivi da utilizzare, ma la cosa è risolvibile facendo una fotocopia.
Durata ⭐⭐⭐⭐⭐⭐⭐
Visti i primi componenti, stimavo 90 minuti, salvo scoprire 4 buste con ulteriori componenti, oltre al mistero di dove sia finita la “busta marrone con bordo nero”, non presente nella scatola.
Difficoltà ⭐⭐⭐⭐⭐⭐⭐
Ormai lo standard di difficoltà è Unsolved Case Files.
Qui siamo su un 7/10, ma è tutto lì, davanti ai vostri occhi.
Tranne la busta.






